By Redazione Palestine Chronicle
I media iraniani pubblicano i dettagli di una bozza di accordo su cessate il fuoco, revoca delle sanzioni e negoziati sul nucleare.
Punti chiave
- La bozza prevede la cessazione immediata della guerra, compreso il fronte libanese, e la riapertura dello Stretto di Hormuz.
- L’Iran otterrebbe un alleggerimento delle sanzioni e l’accesso a miliardi di dollari di beni congelati durante un periodo negoziale di 60 giorni.
- Il programma missilistico iraniano e il sostegno ai movimenti di resistenza regionali resterebbero fuori dal perimetro dei negoziati.
Perché questa bozza di accordo è significativa?
I media iraniani hanno pubblicato i dettagli di quella che descrivono come una bozza di memorandum d’intesa tra Teheran e Washington, che potrebbe rappresentare una delle svolte più importanti nelle relazioni tra gli Stati Uniti e l’Iran degli ultimi anni.
Secondo quanto riportato dall’agenzia iraniana Mehr e dalla Tasnim News Agency, il quadro proposto prevederebbe la cessazione immediata dell’attuale conflitto e l’avvio di un percorso verso un più ampio accordo politico e nucleare.
L’intesa segue le dichiarazioni di funzionari iraniani e del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui i negoziati sarebbero giunti a conclusione e un accordo formale potrebbe essere firmato a breve.
Cosa prevede la bozza per la fine della guerra?
Secondo Mehr, l’accordo si apre con una cessazione immediata e permanente delle operazioni militari su tutti i fronti.
Il testo includerebbe esplicitamente il Libano all’interno del quadro del cessate il fuoco.
La proposta impegnerebbe inoltre gli Stati Uniti a rispettare la sovranità iraniana e a non interferire negli affari interni della Repubblica Islamica.
Washington dovrebbe inoltre astenersi dall’introdurre nuove sanzioni durante il periodo negoziale e dal dispiegare ulteriori forze militari nella regione.
Cosa accadrà allo Stretto di Hormuz?
Una delle disposizioni più rilevanti riguarda lo Stretto di Hormuz, una delle principali rotte commerciali marittime del mondo.
La bozza prevede la riapertura dello stretto entro 30 giorni attraverso accordi coordinati dall’Iran.
La proposta contempla inoltre la revoca del blocco navale statunitense imposto contro l’Iran durante il conflitto.
Quali benefici economici riceverebbe l’Iran?
Secondo Mehr, la bozza include diverse concessioni economiche di rilievo.
Tra queste figurerebbero:
- La sospensione delle sanzioni sulle esportazioni petrolifere iraniane;
- La sospensione delle sanzioni che colpiscono il settore petrolchimico e le industrie correlate;
- Il pieno accesso dell’Iran ai proventi derivanti da tali esportazioni;
- Lo sblocco di circa 24 miliardi di dollari di beni iraniani congelati.
- Il rapporto afferma che metà di questi fondi verrebbe rilasciata prima dell’inizio dei negoziati finali.
Il quadro proposto prevede inoltre la successiva eliminazione sia delle sanzioni primarie che di quelle secondarie imposte dagli Stati Uniti.
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Cosa prevede la bozza sul programma nucleare iraniano?
L’intesa stabilirebbe un periodo di negoziati di 60 giorni incentrato principalmente sulle questioni nucleari e sulla revoca delle sanzioni.
Secondo Mehr, l’Iran riaffermerebbe il proprio impegno, nell’ambito del Trattato di non proliferazione nucleare (TNP), a non sviluppare armi nucleari.
I negoziati si concentrerebbero su:
- Le attività di arricchimento dell’uranio;
- Il futuro del materiale nucleare arricchito;
- La revoca delle sanzioni;
- La ricostruzione economica.
Secondo la bozza, questi temi costituirebbero il nucleo del futuro accordo definitivo.
Quali questioni restano escluse dai negoziati?
Uno degli aspetti più rilevanti del quadro proposto riguarda ciò che non verrebbe discusso.
Secondo Mehr, il programma missilistico iraniano sarebbe escluso dai negoziati.
L’agenzia afferma inoltre che anche il sostegno di Teheran ai movimenti di resistenza regionali non farebbe parte dei colloqui.
Secondo il rapporto, entrambe le questioni sarebbero state «definitivamente» rimosse dall’agenda negoziale finale.
Si tratta storicamente di due delle richieste più controverse avanzate da Washington nei precedenti cicli negoziali.
Cosa prevede la bozza per la ricostruzione?
Il quadro proposto include anche disposizioni relative alla ripresa postbellica dell’Iran.
Secondo Mehr, gli Stati Uniti e i loro alleati dovrebbero presentare piani di ricostruzione per un valore di almeno 300 miliardi di dollari.
La bozza delineerebbe inoltre un più ampio processo di normalizzazione economica legato alla revoca delle sanzioni e al reinserimento dell’Iran nei mercati internazionali.
Quale sarebbe il ruolo delle Nazioni Unite?
Secondo le informazioni pubblicate, qualsiasi accordo finale verrebbe successivamente ratificato attraverso una risoluzione del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.
Un simile passaggio fornirebbe una base giuridica internazionale all’intesa e potrebbe contribuire a garantirne la continuità al di là dei cambiamenti politici futuri in Iran o negli Stati Uniti.
Quali nuovi dettagli emergono dal rapporto di Tasnim?
La Tasnim News Agency riferisce che diverse disposizioni sarebbero state aggiunte nelle fasi finali dei negoziati.
Tra queste figurerebbero accordi relativi alla gestione dei servizi di navigazione marittima nello Stretto di Hormuz e garanzie riguardanti la sovranità e l’integrità territoriale del Libano.
Tasnim sostiene inoltre che tali garanzie avrebbero contribuito alla decisione dell’Iran di non procedere con una risposta pianificata ai recenti attacchi israeliani contro la periferia sud di Beirut.
L’accordo è stato confermato ufficialmente?
Non completamente.
Sebbene funzionari e media iraniani abbiano descritto il memorandum come finalizzato, le specifiche disposizioni pubblicate da Mehr e Tasnim non sono state verificate in modo indipendente da tutte le parti coinvolte nei negoziati.
Di conseguenza, molti dettagli restano soggetti a conferma fino alla firma formale e alla pubblicazione ufficiale dell’accordo.

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