By Romana Rubeo
Il senatore repubblicano Lindsey Graham è morto all’età di 71 anni, ponendo fine a una carriera politica durata decenni, caratterizzata da una politica estera fortemente interventista e da un incrollabile sostegno a Israele.
Punti principali
- Il senatore Lindsey Graham è morto sabato a seguito di quella che il suo ufficio ha definito una “breve e improvvisa malattia”.
- Graham è stato uno dei più convinti sostenitori del sostegno militare statunitense a Israele e uno dei principali promotori di un’azione militare contro l’Iran.
- I leader israeliani gli hanno reso omaggio, elogiando decenni di sostegno politico e diplomatico all’occupazione.
Muore il senatore repubblicano dopo una “breve malattia”
Il senatore repubblicano Lindsey Graham, una delle figure più influenti della politica estera statunitense e uno dei più fedeli sostenitori di Israele al Congresso, è morto sabato all’età di 71 anni a seguito di quella che il suo ufficio ha definito una “breve e improvvisa malattia”.
In una dichiarazione diffusa nelle prime ore di domenica si legge che Graham è morto la sera dell’11 luglio. La sua famiglia ha chiesto il rispetto della privacy durante quello che ha definito “un momento estremamente difficile”.
Secondo NBC News, i soccorritori sono intervenuti presso la residenza di Graham, in South Carolina, in seguito a una segnalazione di arresto cardiaco. Le immagini visionate dall’emittente mostrano i paramedici mentre trasportano una persona fuori dall’abitazione, prima che ne fosse dichiarato il decesso.
Graham ha rappresentato il South Carolina al Senato degli Stati Uniti dal 2003 ed è stato, per oltre due decenni, una delle figure di riferimento del Partito Repubblicano in materia di sicurezza nazionale e di politica estera. Sebbene inizialmente fosse emerso come critico del presidente Donald Trump, in seguito è diventato uno dei suoi più stretti alleati e una delle voci più influenti sulle questioni di difesa e politica internazionale.
Throughout his Senate career, Lindsey Graham was among the strongest advocates of US military, diplomatic and political support for Israel.
Following the start of Israel’s genocidal war on the Gaza Strip in October 2023, he consistently opposed calls for a ceasefire and rejected… pic.twitter.com/SHCT7ZLgJH
— The Palestine Chronicle (@PalestineChron) July 12, 2026
Uno dei principali sostenitori di Israele al Congresso
Nel corso della sua carriera senatoriale, Graham è stato tra i più convinti sostenitori dell’appoggio militare, diplomatico e politico degli Stati Uniti a Israele.
Dall’inizio della guerra genocida condotta da Israele contro la Striscia di Gaza nell’ottobre 2023, si è costantemente opposto alle richieste di cessate il fuoco e ha respinto ogni proposta volta a subordinare o limitare gli aiuti militari statunitensi.
Ha ripetutamente sostenuto che Israele fosse impegnato in una “guerra esistenziale” e ha affermato che Washington dovesse continuare a fornire assistenza militare senza condizioni, opponendosi ai tentativi del Congresso di vincolare tali aiuti al rispetto del diritto internazionale o alla protezione dei civili palestinesi.
Graham si è recato frequentemente in Israele, incontrando primi ministri, alti ufficiali militari e ministri di governo, sottolineando costantemente l’importanza di preservare la superiorità militare israeliana nella regione.
Le autorità israeliane hanno reagito rapidamente alla notizia della sua morte.
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu lo ha definito “uno dei più grandi amici di Israele”, aggiungendo di aver perso “un caro amico”.
Il ministro della Guerra Israel Katz lo ha descritto come “un vero amico dello Stato di Israele e uno dei suoi sostenitori più forti e costanti”, mentre il ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir e l’ex primo ministro Naftali Bennett hanno anch’essi elogiato il suo storico sostegno a Israele.
Timeline delle dichiarazioni genocidarie
L’aperta difesa da parte di Graham della campagna militare israeliana a Gaza ha suscitato ripetutamente critiche a livello internazionale.
Tra le sue dichiarazioni più controverse figurano i ripetuti paragoni tra il bombardamento israeliano di Gaza e le campagne di bombardamento alleate contro la Germania e il Giappone durante la Seconda guerra mondiale.
In strenua difesa del continuo trasferimento di armi statunitensi, Graham ha sostenuto che gli Stati Uniti posero fine alla Seconda guerra mondiale sganciando bombe atomiche su Hiroshima e Nagasaki e ha dichiarato che Israele deve fare “tutto ciò che è necessario” per ottenere la vittoria.
Di seguito alcune delle dichiarazioni rilasciate da Graham dall’ottobre 2023 che hanno suscitato diffuse condanne e accuse di incitamento al genocidio a Gaza.
“Radetela al suolo” (ottobre 2023)
In un’intervista a Fox News poco dopo il 7 ottobre, Graham ha dichiarato:
“Siamo in una guerra religiosa. Io sto con Israele. Fate qualsiasi cosa diavolo dobbiate fare per difendervi. Radete al suolo quel posto.”
“Non c’è alcun limite” alle vittime civili (novembre 2023)
Intervistato dalla CNN e interrogato sull’esistenza di una soglia di vittime civili oltre la quale gli Stati Uniti avrebbero dovuto chiedere a Israele di fermarsi, Graham ha risposto:
“No. Se qualcuno ci avesse chiesto dopo la Seconda guerra mondiale: ‘C’è un limite a ciò che fareste per assicurarvi che Giappone e Germania non conquistino il mondo? C’è un limite a ciò che Israele dovrebbe fare contro coloro che cercano di massacrare gli ebrei?’ La risposta è no. Non c’è alcun limite.”
Gaza come “Tokyo e Berlino” (novembre 2023)
Nello stesso periodo, Graham ha dichiarato a Fox News:
“Alla fine di questa guerra Gaza assomiglierà a Tokyo e Berlino dopo la Seconda guerra mondiale. E se non sarà così, Israele avrà commesso un errore.”
Il riferimento alle armi nucleari (maggio 2024)
In un’intervista al programma Meet the Press di NBC News, Graham ha difeso il diritto di Israele a ricorrere alla forza assoluta richiamando i bombardamenti atomici statunitensi sul Giappone:
“Quando ci siamo trovati di fronte alla distruzione come nazione dopo Pearl Harbor, combattendo contro tedeschi e giapponesi, abbiamo deciso di porre fine alla guerra bombardando Hiroshima e Nagasaki con armi nucleari. Fu la decisione giusta… A Israele dico: fate tutto ciò che dovete fare per sopravvivere come Stato ebraico. Qualsiasi cosa dobbiate fare.”
Sostenitore dello scontro militare con l’Iran
Oltre al suo sostegno a Israele, Graham era ampiamente considerato uno dei politici più interventisti di Washington nei confronti dell’Iran.
Per anni ha esortato le diverse amministrazioni statunitensi ad adottare una linea più dura verso Teheran, promuovendo sanzioni più severe, un’azione militare diretta contro gli impianti nucleari iraniani e un ampliamento delle operazioni contro il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica.
Con l’aumento delle tensioni tra gli Stati Uniti, Israele e l’Iran, Graham ha ripetutamente chiesto un coinvolgimento militare diretto degli Stati Uniti, sostenendo che, se il programma nucleare iraniano fosse proseguito, la diplomazia avrebbe dovuto lasciare il posto alla forza.
La sua retorica andava ben oltre l’Iran. Ha sostenuto l’invasione dell’Iraq del 2003, difeso il prolungamento della presenza militare statunitense in Afghanistan e appoggiato gli interventi in Libia e Siria, facendo dell’uso della forza militare uno degli elementi distintivi della sua visione della politica estera.
(PC, Reuters, Al Mayadeen, The Guardian, AA)


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