Trapianto e rinascita: Una storia d’amore palestinese

Rima e Anna Saadat hanno vissuto un'esperienza traumatica. (Photo: WANN, Supplied)

By Yousef Dawas

I momenti difficili o ci uniscono o ci dividono. E la giovane coppia si è unita ancora di più. Anan non ha esitato a diventare la colonna portante nella vita di Rima.

Anan Saadat ha trent’anni e fa il dentista nella Striscia di Gaza. È sposato con Rima Abu Aida, 27 anni. Anche se la coppia ora ha un rinnovato senso di speranza per il futuro, le cose non sono state affatto semplici, negli ultimi anni.

Insufficienza renale

Anan e Rima si sono sposati nel 2018. Tre anni dopo, la coppia si è trovata di fronte alla prima difficoltà. Volevano concepire un bambino ma non ci riuscivano. Così, nel 2021, si sono affidati a un ospedale specializzato per la fecondazione in vitro.

Durante la procedura di prelievo degli ovociti, però, Rima ha sviluppato una grave infezione causata da apparecchiature non sterilizzate, che le ha fatto insorgere una insufficienza renale.

La giovane donna è stata trasferita in un ospedale della città di Al-Khalil (Hebron), in Cisgiordania, dove ha trascorso 24 giorni nel reparto di terapia intensiva. I medici hanno detto ad Anan che sua moglie avrebbe avuto bisogno di regolari cicli di dialisi per sopravvivere.

“All’inizio mi sentivo impotente. Ho iniziato a singhiozzare in modo incontrollabile per mia moglie”,  Anan ha raccontato al Palestine Chronicle.

Per Rima, è stato un tipo diverso di dolore. “Dopo la dialisi ero così stanca che non riuscivo a fare nulla. Non avevo più una vita. Sembrava davvero che la mia vita non avesse alcun senso.”

I momenti difficili o ci uniscono o ci dividono. E la giovane coppia si è unita ancora di più. Anan non ha esitato a diventare la colonna portante nella vita di Rima.

L’offerta di Anan

La coppia è tornata a Gaza, dove Anan ha smesso di praticare la professione odontoiatrica per dedicarsi interamente a Rima. Si è preso cura di lei durante i primi tre mesi di trattamento, accompagnandola durante le estenuanti sessioni di dialisi, tre volte a settimana.

“Andavamo in dialisi alle 22:00 e finivamo alle 2 del mattino, a volte anche alle 3 o alle 4”, Anan ricorda, con la voce rotta dal pianto.

Oltre alla sofferenza della moglie, Anan ha dovuto affrontare anche le difficoltà finanziarie e i debiti crescenti.

Era disposto a donare il proprio rene, ma la procedura richiedeva competenze esterne non disponibili a Gaza.

Rima, sulle prime, rifiutò l’offerta di Anan, poi accettò, per il suo bene e per il bene della nuova famiglia.

Viaggio della speranza – e della disperazione

Nel maggio 2022, la coppia si è infine recata in Egitto per l’intervento di trapianto.

“Non lavoravo più; quindi all’epoca non avevo alcuna fonte di reddito”, ci ha detto Anan.

“Mi sono fatto prestare denaro dai miei suoceri, da mia sorella e dalla mia famiglia. Persino le mie sorelle sposate hanno venduto il loro oro (i loro regali nuziali) affinché potessi viaggiare con mia moglie per le sue cure”.

Ma dopo un mese in Egitto, seguirono altre complicazioni. Tra la coppia non c’era compatibilità nei tessuti, richiesta dal protocollo medico in Egitto per i trapianti di rene.

Anan e Rima tornarono a Gaza con un amaro senso di sconfitta.

Ma la speranza si è riaccesa rapidamente quando hanno incontrato il dottor Ghazi Alyazji, primario del reparto di trapianti di rene presso l’ospedale di Al-Shifa.

Il medico ha detto loro che, nonostante la mancanza di corrispondenza dei tessuti, il trapianto di rene era ancora possibile, con l’aiuto di una delegazione medica in visita.

L’intervento

Alla prima delegazione, proveniente dalla Giordania, è stato impedito l’ingresso a Gaza. Tuttavia, il 13 luglio 2023, Anan e Rima sono stati finalmente sottoposti al delicato intervento chirurgico.

È stato un successo.

Dopo l’intervento riuscito, Anan ha potuto tirare un sospiro di sollievo. Tuttavia, sta ancora elaborando il trauma e non riesce a dimenticare i dettagli di quell’esperienza straziante, che ha messo alla prova il loro amore, fede e forza di volontà.

“Mia moglie è stata in dialisi per due anni, un mese, due giorni e cinque ore”, ricorda, dolorosamente, Anan.

Per Rima e Anan il trapianto è stato come una rinascita. Rima, tuttavia, desidera ancora diventare mamma. Ha confidato al Palestine Chronicle che spera, un giorno, di poter tenere il suo bambino tra le braccia.

Considerando tutto quello che Rima e Anan hanno passato, forse questo sogno può ancora tramutarsi in realtà.

- Yousef Dawas is a writer at We are not numbers. He is interested in economics and politics, and he is a talented photographer. WANN contributed this article to The Palestine Chronicle.

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