‘Riconosceremo la Palestina e strapperemo l’accordo militare con Israele’ – Conte

Giuseppe Conto. (Photo: Presidenza della Repubblica// Wikimedia)

By Redazione Palestine Chronicle

Giuseppe Conte promette il riconoscimento della Palestina e la fine dell’accordo militare con Israele, chiedendo restrizioni commerciali contro gli insediamenti illegali.

Punti Chiave

  • Il leader del Movimento 5 Stelle promette il riconoscimento dello Stato di Palestina e la cancellazione dell’accordo di cooperazione militare con Israele quando entrerà in carica un nuovo governo.
  • Alla Camera, Conte chiede l’urgenza per una proposta di legge che vieta l’importazione di beni e servizi dagli insediamenti israeliani illegali.
  • L’ex presidente del Consiglio accusa il governo italiano di sottrarsi agli obblighi del diritto internazionale e di non aderire alle restrizioni adottate da altri Paesi.

La promessa sul riconoscimento della Palestina

Il leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, ha promesso il riconoscimento dello Stato di Palestina e la cancellazione dell’accordo di cooperazione militare con Israele, presentandoli come impegni di una futura stagione di governo.

Intervenendo nell’Aula della Camera, l’ex presidente del Consiglio ha collegato questi obiettivi alla richiesta di esaminare con urgenza una proposta di legge sul commercio con gli insediamenti israeliani illegali nei territori palestinesi occupati.

“Qui non c’è solo una legge, c’è una nuova stagione di governo: quando ci insedieremo riconosceremo lo stato di Palestina e strapperemo l’accordo di cooperazione militare con Israele. Ci batteremo per il ripristino del diritto internazionale”, ha dichiarato.

Il divieto di importazioni dagli insediamenti

Conte ha spiegato che la proposta vieta l’importazione di beni e servizi provenienti dagli insediamenti israeliani illegali.

Ha presentato il voto come una scelta politica che riguarda il rispetto dei principi costituzionali e degli obblighi internazionali dell’Italia.

“È più di una semplice proposta di legge, perché con questo voto quest’aula deciderà l’Italia che vogliamo. È un bivio, siamo di fronte a un bivio”, ha affermato.

L’ex premier ha contrapposto un’Italia fondata sui valori democratici e sul rispetto del diritto a un’Italia dell’inerzia e della viltà.

Ha inoltre criticato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, richiamando le dichiarazioni a lui attribuite secondo cui il diritto internazionale varrebbe soltanto “fino a un certo punto”.

Conte ha invitato tutti i partiti a riflettere sulla propria posizione, sottolineando che il richiamo al patriottismo e ai valori democratici deve tradursi in azioni concrete, compreso il voto parlamentare.

“Disertori del diritto internazionale”

Nel suo intervento, Conte ha ricordato che, secondo quanto da lui riferito, dieci Paesi hanno introdotto due mesi prima restrizioni alla commercializzazione di prodotti provenienti dai territori palestinesi occupati illegalmente dai coloni israeliani.

L’Italia, ha denunciato, non ha aderito a quel fronte.

Per il leader del Movimento 5 Stelle, questa scelta rappresenta un’ulteriore rinuncia a difendere il diritto internazionale.

“Siamo ormai i disertori del diritto internazionale”, ha concluso.

(PC, Il Fatto Quotidiano)

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