Richiesta al Nepal: Arrestate un soldato israeliano per crimini di guerra

Israeli soldiers documented their war crimes in Gaza. (Photo: via Israel Genocide Tracker X Page)

By Redazione Palestine Chronicle

La richiesta attuale è che il Nepal estradi il militare israeliano in Argentina, dove il caso rimane aperto.

La Hind Rajab Foundation (HRF) ha ufficialmente presentato una richiesta formale alle autorità nepalesi per l’arresto immediato e l’estradizione di un soldato israeliano accusato di crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio commessi a Gaza.

Il tenente Amit Nechmya, comandante di plotone del Latak Platoon del Battaglione Rotem (435) della Brigata Givati, “si trova attualmente in vacanza in Nepal nel tentativo apparente di sfuggire alla giustizia”, ha dichiarato HRF in un comunicato lunedì.

A gennaio, HRF ha presentato una denuncia a Buenos Aires, dove Nechmya era in vacanza, accusandolo di molteplici gravi violazioni del diritto internazionale.

“Da allora, sono emerse nuove prove che confermano i tentativi di Nechmya di distruggere prove cruciali del suo coinvolgimento nei crimini di guerra commessi a Gaza, sottolineando ulteriormente l’urgenza della sua cattura”, ha affermato l’organizzazione per i diritti umani con sede in Belgio.

Violazioni dello Statuto di Roma

L’attuale richiesta prevede che il Nepal estradi Nechmya in Argentina, dove il caso rimane aperto.

Secondo HRF, le accuse contro Nechmya includono:

  • Uso di scudi umani a Jabalia e Rafah, documentato da filmati video che mostrano palestinesi bendati usati come protezione dai soldati sotto il suo comando.
  • Saccheggio e distruzione di proprietà civili a Rafah e Gaza City, compreso il furto di beni personali e il deliberato attacco alle abitazioni.
  • Ordini di sfollamento forzato a Khan Younis, supportati da testimonianze e registrazioni audio in cui Nechmya ordina la demolizione di case abitate da civili.

Queste azioni violano diverse disposizioni dello Statuto di Roma, in particolare:

  • Articolo 8(2)(b)(xxiii): Uso di scudi umani;
  • Articolo 8(2)(a)(ii): Trattamenti inumani;
  • Articoli 7(1)(d) e 7(1)(h): Sfollamento forzato e persecuzione.

L’HRF ha esortato il governo nepalese a “adempiere ai propri obblighi internazionali”, arrestare il tenente “senza indugi”, impedirgli di fuggire dal paese e coordinarsi con le autorità giudiziarie argentine e l’Interpol “per garantirne l’estradizione e il processo”.

Caso contro 1.000 soldati

Il caso contro Nechmya è l’ultimo di una serie di azioni legali intraprese dalla HRF, che nell’ottobre dello scorso anno ha presentato una denuncia alla Corte Penale Internazionale (CPI) contro 1.000 soldati israeliani per crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio a Gaza.

L’organizzazione ha dichiarato che la denuncia è “supportata da oltre 8.000 prove verificabili – tra cui video, registrazioni audio, rapporti forensi e documentazione sui social media – che dimostrano il coinvolgimento diretto di questi soldati in tali atrocità”.

HRF ha ribadito il proprio “impegno per porre fine all’impunità dei responsabili delle atrocità commesse a Gaza. Non importa quanto lontano viaggino o quanto disperatamente si nascondano, la giustizia li perseguirà”.

(The Palestine Chronicle)

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