By Redazione Palestine Chronicle
Un’operazione sostenuta da Israele ha creato un falso centro studi americano che pubblica rapporti apparentemente neutrali con l’obiettivo di influenzare le risposte dell’intelligenza artificiale sulla Palestina.
Punti chiave
- L’Hanover Institute si presenta come un centro studi americano sulle politiche pubbliche, ma dichiara di essere stato creato per conto di un’agenzia governativa israeliana.
- La società incaricata del progetto, Piro, Inc., ha ricevuto 900.000 dollari per il lavoro e promuove apertamente tecniche per creare contenuti ottimizzati per i sistemi di intelligenza artificiale.
- Dal 6 agosto sono stati pubblicati più di 100 rapporti su Israele e Palestina, caratterizzati da citazioni, statistiche e un linguaggio apparentemente neutrale che, secondo gli esperti, risulta particolarmente adatto ai sistemi di intelligenza artificiale.
Un centro studi che non è ciò che sembra
Un sito internet che si presenta come un centro americano di ricerca sulle politiche pubbliche ha pubblicato più di 100 rapporti su Israele e Palestina in meno di due settimane, nell’ambito di un’operazione finanziata dal governo israeliano e apparentemente concepita per influenzare le informazioni utilizzate dai sistemi di intelligenza artificiale.
L’Hanover Institute for Public Policy ha l’aspetto di un tradizionale centro studi statunitense e pubblica rapporti di ricerca con titoli come “L’AIPAC utilizza finanziamenti politici occulti?”, “Israele sta conducendo una campagna deliberata di fame a Gaza?” e “Che cosa ha causato lo sfollamento dei palestinesi nel 1948?”.
Tuttavia, secondo un’inchiesta pubblicata da Responsible Statecraft (RS), l’Hanover Institute non è un centro studi indipendente.
Una dichiarazione riportata in fondo al suo sito afferma che è stato creato per conto dell’Agenzia governativa israeliana per la pubblicità da Piro, Inc., una società cofondata dal produttore cinematografico Daniel Rosenberg.
Secondo il rapporto, Piro ha ricevuto 900.000 dollari dal governo israeliano per il proprio lavoro. L’incarico è stato affidato alla società attraverso il conglomerato francese di pubbliche relazioni Havas Media.
Nessuno dei rapporti dell’Hanover Institute riporta il nome di un singolo autore.
Il sito afferma che l’organizzazione “studia i fattori che alimentano l’antisemitismo negli Stati Uniti e pubblica ciò che emerge dalle prove”.
Tuttavia, da quando ha iniziato a pubblicare il 6 agosto, l’istituto ha prodotto più di 100 rapporti, tutti incentrati su Israele e Palestina.
Contenuti “progettati” per l’intelligenza artificiale
Secondo il rapporto, la struttura dei documenti appare particolarmente adatta al modo in cui i grandi modelli linguistici raccolgono e valutano le informazioni disponibili in rete.
Gli articoli contengono indici, note a piè di pagina, statistiche e numerosi riferimenti, adottando allo stesso tempo il linguaggio e la veste grafica tipici delle tradizionali pubblicazioni di ricerca politica.
Molti iniziano con domande dirette, simili a quelle che un utente potrebbe rivolgere a un sistema di intelligenza artificiale, tra cui “Qual è la situazione attuale nella Striscia di Gaza?” e “Quali organizzazioni umanitarie hanno documentato crimini di guerra israeliani?”.
Alice Lee, analista della società NewsGuard, specializzata nel monitoraggio della disinformazione, ha dichiarato a RS che i siti sembrano concepiti per raggiungere gli americani che cercano informazioni sulla guerra attraverso i tradizionali motori di ricerca o i sistemi di intelligenza artificiale.
“I grandi modelli linguistici privilegiano statistiche e dati concreti, così come citazioni e fonti solide, e questi articoli contengono tutti questi elementi”, ha affermato Lee. “È un’imitazione perfetta di un tipico e credibile centro studi americano, a partire dal nome generico, fino alla struttura del sito e alla combinazione cromatica rossa, bianca e blu”.
La stessa Piro promuove un servizio che definisce “ottimizzazione delle narrazioni per l’intelligenza artificiale”.
Secondo il sito della società, Piro è in grado di “creare contenuti progettati in base al modo in cui i grandi modelli linguistici valutano la credibilità”.
Rosenberg ha inoltre promosso pubblicamente la capacità di Piro di influenzare le informazioni prodotte dai sistemi di intelligenza artificiale.
“Quando qualcuno chiede a ChatGPT, Gemini o Perplexity qualcosa sul vostro settore, riceve una risposta in un unico paragrafo formulato con sicurezza”, ha scritto il mese scorso su LinkedIn.
“La maggior parte dei marchi non ha idea di come venga costruito quel paragrafo. Così abbiamo trascorso mesi a ricostruirne il funzionamento”, ha aggiunto, chiedendo:
“Alla Piro sapevamo già come costruire storie capaci di influenzare le persone. La domanda era: come fare in modo che l’intelligenza artificiale sappia raccontarle?”
Questa tecnica viene talvolta descritta come un tentativo di influenzare o “avvelenare” l’ambiente informativo dal quale i grandi modelli linguistici recuperano o apprendono informazioni.
Gaza, fame e condotta dell’esercito israeliano
Gli argomenti affrontati dall’Hanover Institute coincidono in larga misura con alcune delle questioni politicamente più controverse relative alla guerra israeliana contro Gaza e al trattamento dei palestinesi.
Un articolo esamina l’affermazione secondo cui l’esercito israeliano sarebbe “l’esercito più morale del mondo”. Un altro contesta una valutazione dell’UNICEF secondo cui il 90 per cento delle infrastrutture idriche e istituzionali di Gaza è stato danneggiato o distrutto.
Un altro rapporto esamina le accuse secondo cui Israele avrebbe deliberatamente ridotto alla fame i palestinesi di Gaza.
L’istituto sostiene che le ricerche citate siano “sottoposte a revisione paritaria e accademiche”, anche se RS ha rilevato che i suoi rapporti fanno spesso affidamento anche su fonti governative israeliane, tra cui l’esercito israeliano e il Ministero degli Esteri.
Alcuni rapporti finiscono per collegare le controversie relative a Israele e Palestina all’antisemitismo negli Stati Uniti, facendo spesso riferimento agli stessi studi e alle stesse raccolte di dati.
In uno studio presentato come originale, l’Hanover Institute ha esaminato 36 video molto visualizzati in rete che spiegavano Israele e Gaza, sostenendo che 19 contenessero affermazioni controverse e che la maggior parte di queste fosse favorevole alla narrazione palestinese.
Non tutti i rapporti dell’Hanover Institute sostengono una posizione del governo israeliano.
Una pubblicazione, per esempio, ha definito “debole e piena di eccezioni” la tesi secondo cui i finanziamenti stranieri alle università americane alimenterebbero episodi di antisemitismo, nonostante il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu abbia promosso pubblicamente un’argomentazione simile.
La struttura complessiva del progetto, tuttavia, appare concepita per riempire l’ecosistema informativo in rete di materiale elaborato, ricco di fonti e dedicato a questioni che gli utenti potrebbero successivamente rivolgere ai sistemi di intelligenza artificiale.
I sistemi di rilevamento sollevano ulteriori interrogativi
Responsible Statecraft ha inoltre analizzato un campione dei contenuti dell’Hanover Institute utilizzando GPTZero, un programma progettato per individuare testi generati dall’intelligenza artificiale.
Dei 12 articoli selezionati casualmente e analizzati da RS, 11 sono stati classificati come scritti dall’intelligenza artificiale con un “elevato grado di certezza”.
L’altro articolo è stato valutato come scritto dall’intelligenza artificiale con un “moderato grado di certezza”.
Questi strumenti di rilevamento non possono stabilire in maniera definitiva se un determinato testo sia stato generato dall’intelligenza artificiale, ma i risultati aggiungono un ulteriore elemento a un progetto il cui responsabile promuove apertamente la propria capacità di ottimizzare i contenuti per i grandi modelli linguistici.
La registrazione di Piro ai sensi della legge statunitense sulla registrazione degli agenti stranieri presso il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti non afferma esplicitamente che il lavoro svolto per il governo israeliano abbia lo scopo di influenzare l’intelligenza artificiale.
Rosenberg aveva precedentemente dichiarato a Politico che l’obiettivo del lavoro della società era “inserire nel dibattito pubblico fatti accurati e documentati e contrastare la disinformazione su Israele attraverso informazioni verificabili”.
Nella successiva promozione delle attività di Piro per l’ottimizzazione dei contenuti destinati all’intelligenza artificiale, Rosenberg ha tuttavia descritto esplicitamente il tentativo della società di comprendere il modo in cui i sistemi di intelligenza artificiale costruiscono le proprie risposte.
Una più ampia campagna d’influenza israeliana
Il progetto dell’Hanover Institute non è l’unica operazione sostenuta dal governo israeliano che, secondo quanto riportato, mira a influenzare l’ambiente informativo utilizzato dall’intelligenza artificiale.
Israele avrebbe inoltre affidato un incarico all’ex responsabile della campagna elettorale di Donald Trump, Brad Parscale, nell’ambito di un progetto da 46,5 milioni di dollari che prevede la creazione di siti favorevoli a Israele, progettati per influenzare le risposte dei sistemi di intelligenza artificiale.
Una precedente inchiesta di Drop Site News ha rilevato che diversi sistemi di intelligenza artificiale, in particolare Copilot di Microsoft e Gemini di Google, hanno incorporato nelle proprie risposte informazioni provenienti da questi siti.
Secondo l’inchiesta, alcuni sistemi hanno citato tali siti senza informare gli utenti che il materiale faceva parte di un’operazione d’influenza israeliana.
Questi progetti si inseriscono in una campagna israeliana di diplomazia pubblica molto più ampia negli Stati Uniti.
Una recente ricerca del Quincy Institute for Responsible Statecraft ha rilevato che Israele ha speso più di un miliardo di dollari in attività di diplomazia pubblica dal 2023, compresi oltre 100 milioni di dollari destinati a operazioni d’influenza negli Stati Uniti dichiarate ai sensi della legge statunitense sulla registrazione degli agenti stranieri.
(PC, Responsible Statecraft)

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