By Romana Rubeo
Il Palestine Chronicle ha ufficialmente lanciato il suo canale di informazione su UpScrolled, una piattaforma di social media indipendente creata come alternativa alle reti tradizionali delle Big Tech.
L’iniziativa rientra in una più ampia strategia volta a garantire la diffusione continua di notizie e analisi a un pubblico globale, senza l’interferenza di sistemi opachi di moderazione dei contenuti di terze parti che sempre più spesso limitano la copertura politica.
L’espansione avviene in un contesto di crescenti evidenze sulle restrizioni sistematiche dei contenuti legati alla Palestina sulle principali piattaforme social. Organizzazioni per i diritti digitali, tra cui 7amleh, hanno documentato un aumento significativo dello “shadowbanning”, una pratica che riduce silenziosamente la visibilità dei contenuti senza informare gli utenti, oltre alla rimozione automatica di post contenenti parole chiave associate alla lotta palestinese.
⚪ The Palestine Chronicle is now on UpScrolled, an alternative social media platform built on fairness and designed to put power back into the hands of people.
Founded by Palestinian-Jordanian-Australian technologist Issam Hijazi, UpScrolled offers a space with no hidden… pic.twitter.com/1kfclL4YMD
— The Palestine Chronicle (@PalestineChron) January 29, 2026
Un rapporto del 2024 di Human Rights Watch ha rilevato che le politiche di Meta hanno portato alla soppressione diffusa dell’espressione pacifica a sostegno della Palestina, colpendo in modo sproporzionato giornalisti, difensori dei diritti umani e testate giornalistiche. Queste barriere digitali hanno reso sempre più difficile per organi di informazione come il Palestine Chronicle raggiungere in modo affidabile il proprio pubblico consolidato su piattaforme come Facebook, Instagram e X.
La decisione di espandersi su UpScrolled segue la finalizzazione dell’acquisizione statunitense di TikTok, avvenuta il 22 gennaio 2026. In base al nuovo assetto, le operazioni americane della piattaforma sono ora controllate da un consorzio guidato da Oracle e Silver Lake Partners, figure note per il loro pubblico sostegno alle politiche dello Stato israeliano.
Dopo il passaggio di proprietà, utenti e attivisti per i diritti digitali hanno segnalato quella che è stata definita una “stretta censoriale” su TikTok. In particolare, sono emerse segnalazioni secondo cui la piattaforma avrebbe iniziato a considerare il termine “sionismo” una violazione degli standard della community quando utilizzato in contesti politici critici. Questa riclassificazione finisce per censurare un termine centrale del discorso politico palestinese, restringendo ulteriormente lo spazio per il dibattito e l’informazione legittimi.
UpScrolled è stata sviluppata da Issam Hijazi, tecnologo palestinese-giordano-australiano, con l’obiettivo esplicito di eliminare il filtraggio politico algoritmico. La piattaforma opera senza i cosiddetti algoritmi “black box” che privilegiano o penalizzano i contenuti in base alla loro presunta sensibilità politica, adottando invece un feed cronologico e linee guida di moderazione trasparenti.
All’inizio del 2026, la piattaforma ha registrato una crescita rapida. Secondo Forbes, UpScrolled ha raggiunto la seconda posizione nella categoria social networking dell’App Store di Apple alla fine di gennaio, superando 1,1 milioni di download. L’impennata sarebbe coincisa con un aumento del 2.850 per cento degli utenti attivi giornalieri, trainato in larga parte dalla ricerca di un accesso non filtrato alle notizie internazionali.
Marketed as diplomacy, #Gaza’s so-called “Board of Peace” masks ongoing Israeli killings, aid blockades, and mass dispossession, transforming genocide into a managed, internationally sanctioned process.https://t.co/wt1Cy7Ul9G pic.twitter.com/VfIUqVaS5z
— The Palestine Chronicle (@PalestineChron) January 28, 2026
Con l’apertura del canale su UpScrolled, il Palestine Chronicle si unisce a un numero crescente di giornalisti e organizzazioni per i diritti umani che utilizzano la piattaforma incubata da Tech for Palestine. La scelta mira a garantire che gli abbonati continuino a ricevere aggiornamenti in tempo reale e inchieste complete, sempre più soggette a restrizioni di visibilità su altre piattaforme.
(The Palestine Chronicle)


Commenta per primo