Tribunale britannico: il Bando di Palestine Action è illegittimo, governo ricorre in appello

Activists celebrate after a British court has ruled that the government unlawfully designated Palestine Action as a terrorist organization. (Photos: video grab, social media. Design: Palestine Chronicle)

By Redazione Palestine Chronicle

Un tribunale britannico ha la decisione di designare la rete di attivisti Palestine Action come organizzazione terroristica è illegale, in una sentenza che mette in discussione l’uso dei poteri antiterrorismo contro la protesta politica pur lasciando temporaneamente in vigore il divieto in attesa dell’appello.

Tutti gli sviluppi

  • L’Alta Corte del Regno Unito ha dichiarato illegittima la designazione terroristica ma ha consentito che il divieto resti in vigore in attesa dell’appello.
  • Quasi 3.000 arresti durante proteste di solidarietà sono ora sotto esame legale.
  • La polizia ha affermato che interromperà gli arresti per mere espressioni di sostegno, ma continuerà a raccogliere prove.
  • Il governo ha confermato che impugnerà la decisione alla Corte d’Appello.
  • La sentenza intensifica il dibattito sull’uso delle leggi antiterrorismo contro i movimenti di protesta.

Il Tribunale dichiara bando illegittimo

L’Alta Corte del Regno Unito ha stabilito venerdì che il governo britannico ha agito illegalmente quando ha designato Palestine Action come organizzazione terroristica, segnando una significativa sfida legale all’applicazione dei poteri antiterrorismo contro movimenti di protesta interni.

La sentenza ha ritenuto la decisione sproporzionata e ha sollevato gravi preoccupazioni in materia di libertà civili. Tuttavia, il tribunale ha consentito che la proscrizione rimanga temporaneamente in vigore mentre il governo prepara un ricorso.

Secondo un rapporto della CNN, la decisione “ha sollevato interrogativi sugli arresti di quasi 3.000 persone durante proteste di solidarietà”, mentre la polizia ha riconosciuto la confusione e ha dichiarato che gli agenti non effettueranno più arresti basati unicamente su espressioni di sostegno ma continueranno a raccogliere prove.

Anche l’agenzia Reuters ha riferito che il tribunale ha concluso che il bando costituiva una “violazione sproporzionata della libertà di espressione”.

Il ricorso del governo

La ministra dell’Interno britannica Shabana Mahmood ha dichiarato venerdì in un comunicato che il governo contesterà la decisione alla Corte d’Appello, affermando di essere “delusa dalla decisione del tribunale e in disaccordo con l’idea che vietare questa organizzazione terroristica sia sproporzionato”.

La sentenza lascia il gruppo in una zona grigia legale: ufficialmente vietato ma giudiziariamente ritenuto designato in modo illegittimo.

La Metropolitan Police ha confermato che le pratiche di applicazione cambieranno mentre l’appello procede, segnalando incertezza su come le leggi antiterrorismo verranno applicate nel periodo intermedio, ha riferito la CNN.

Arresti, proteste e disobbedienza civile

Il caso è nato da una delle più grandi campagne di disobbedienza civile nella recente storia britannica. 

La CNN ha riferito che 2.787 persone sono state arrestate a livello nazionale, molte per aver tenuto cartelli con la scritta: “Mi oppongo al genocidio, sostengo Palestine Action”.

Un portavoce di Defend Our Juries ha affermato che gli attivisti hanno agito “a grande rischio personale”, sostenendo che la proscrizione criminalizzava il dissenso politico piuttosto che la violenza.

Folle si sono radunate fuori dall’Alta Corte dopo la sentenza, intonando slogan pro-Palestina e celebrando quella che molti hanno considerato una vittoria per le libertà civili.

Sciopero della Fame

La sentenza ha fatto seguito a mesi di proteste, tra cui un prolungato sciopero della fame da parte di attivisti che chiedevano al governo di revocare la designazione terroristica.

I sostenitori hanno affermato che il bando criminalizzava l’espressione politica e sottoponeva la protesta non violenta alla legislazione sulla sicurezza nazionale.

Lo sciopero ha attirato l’attenzione di gruppi per le libertà civili e di parlamentari, aumentando la pressione sulle autorità durante il procedimento giudiziario e rafforzando le preoccupazioni che le leggi antiterrorismo venissero applicate per sopprimere il dissenso piuttosto che per contrastare la violenza.

Perché il gruppo è stato messo al bando

Il governo ha vietato Palestine Action nel 2025 dopo una protesta presso la base RAF Brize Norton.

I politico britannici hanno sostenuto che la designazione fosse necessaria per la sicurezza nazionale. La mossa ha collocato legalmente il gruppo accanto a organizzazioni come al-Qaeda e ISIS, suscitando critiche da parte di esperti ONU e organizzazioni per i diritti umani.

La campagna più ampia dell’organizzazione si è concentrata sull’interruzione delle attività di aziende che forniscono equipaggiamento militare a Israele, comprese occupazioni, blocchi e azioni di danneggiamento della proprietà contro produttori di armi.

(PC, CNN, BBC, The Guardian, Reuters)

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