By Redazione Palestine Chronicle
A Sanremo 2026, Ermal Meta trasforma una ninna nanna in denuncia, portando sul palco dell’Ariston il dolore dei bambini uccisi da Israele a Gaza.
Punti chiave
- “Stella Stellina” è una ninna nanna che racconta l’assenza di una bambina vittima della guerra.
- Ermal Meta ha cucito il nome “Amal” sulla camicia durante l’esibizione.
- Il gesto ha acceso un dibattito politico nel contesto del Festival.
- I numeri delle vittime a Gaza rendono il gesto dell’artista ancora più significativo.
Ermal Meta porta la Palestina a Sanremo
Il Festival di Sanremo, nato nel 1951, è il più importante evento musicale italiano e uno dei programmi televisivi più seguiti in Europa. Non è soltanto una competizione canora: è un fenomeno culturale capace di influenzare linguaggi, dibattiti pubblici e memoria collettiva.
Il palco del Teatro Ariston è spesso diventato luogo di prese di posizione simboliche. Negli anni, artisti e ospiti hanno usato quei minuti in diretta nazionale per lanciare messaggi sociali, civili e politici.
Nel 2026, è stato Ermal Meta a farlo. Il cantautore di origine albanese naturalizzato italiano ha vinto il Festival nel 2018 con Non mi avete fatto niente e ha rappresentato l’Italia all’Eurovision Song Contest.
La sua carriera è spesso attraversata da tematiche legate alla memoria, alla guerra e alla responsabilità collettiva.
Una ninna nanna spezzata
“Stella Stellina” riprende la forma della filastrocca infantile tradizionale per rovesciarla. La protagonista, infatti, è una bambina assente e senza nome.
Durante l’esibizione, però, Meta ha scelto un gesto silenzioso ma potente: sul colletto della camicia era cucito il nome ‘Amal’, che significa “speranza” in arabo. Amal diventa così protagonista della ninna nanna e rappresentante di tutte le giovani vite spezzate da Israele durante il genocidio a Gaza.
Il gesto non è stato annunciato a parole sul palco. È stato lasciato parlare alle immagini.
I bambini uccisi a Gaza: i numeri
Secondo uno studio pubblicato sull’autorevole rivista scientifica The Lancet, nei primi 15 mesi di guerra a Gaza le vittime complessive superano le 75.000 persone.
Le stime indicano che una percentuale estremamente elevata delle vittime è composta da donne e bambini. Migliaia di minori risultano uccisi, feriti o dispersi sotto le macerie.
Le cifre del Lancet superano persino quelle del Ministero della Salute di Gaza e delle Nazioni Unite, che parlano di oltre 20.000 bambini uccisi da Israele nel corso del genocidio.
Nel frattempo, le infrastrutture civili — scuole, ospedali, abitazioni — sono state sistematicamente colpite. L’UNICEF e altre agenzie internazionali hanno descritto la situazione come una delle più gravi crisi umanitarie contemporanee per l’infanzia.
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Il testo integrale
Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina si attende primavera
Ma non c’è quel che c’era
Non ci sei più tu
Ho trovato la tua bambola
Mi è sembrato di vederti ancora
Eri così piccola
La stringevi fino a sera
È passata già un’eternità
O solamente un’ora
Da quando nel cielo una nuvola
Risale dalla tua casa
Dalla mia casa
Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina si attende primavera
Ma non c’è quel che c’era
Non ci sei più tu
Ho cercato di strapparmi il cuore
Perché senza non si muore
Ma ho avuto paura nel mentre
Di non sentire più niente
Ho pensato anche di scappare
Da una terra che non ci vuole
Ma non so dove andare
Tra muri e mare non posso restare
Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina si attende primavera
Ma non c’è quel che c’era
Non ci sei più tu
Fiori in un cortile con le pietre intorno
Come le farfalle hai vissuto un giorno
Figlia di nessuno, melodia di un canto
Quello della gente che ti ha amato tanto
Oh, mia bambina, la notte è nera nera
La rabbia e la preghiera non basteranno più
Dalla collina verrà una primavera
Nel vento della sera ci sarai pure tu
Stella stellina
La notte si avvicina
Non basta una preghiera
Per non pensarci più
Dalla collina verrà una primavera
Nel vento della sera ci sarai pure tu
Non ti ho dimenticato
Aspetto il tuo ritorno
Come le farfalle
Hai vissuto solo un giorno
(The Palestine Chronicle)

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