‘La tenda è un forno’: I rifugiati di Gaza affrontano un’estate atroce

Displaced families across Gaza face unbearable summer heat, contaminated water and spreading disease. (Photo: Shaimaa Eid, The Palestine Chronicle)

By Shaimaa Eid

Le famiglie sfollate di Gaza affrontano un caldo estivo insopportabile, acqua contaminata e malattie sempre più diffuse, mentre i campi sovraffollati diventano invivibili.

In uno dei campi per sfollati nel sud della Striscia di Gaza, Hala Hani, una madre che ha perso la sua casa, siede stringendo tra le mani un pezzo di cartone, con cui cerca disperatamente di farsi aria per trovare un po’ di sollievo dal caldo incessante. All’interno della tenda, dove non ci sono né elettricità né ventilazione, le temperature estive sono diventate quasi insopportabili.

Mentre il sudore le scorre sul viso, Hala racconta di aver sviluppato gravi allergie cutanee e dolorose eruzioni, che si manifestano sotto forma di protuberanze rosse su tutto il corpo. I sintomi peggiorano quando trascorre lunghe ore a cucinare sul fuoco, che rende ancora più soffocante il caldo già opprimente all’interno della tenda.

Hala cresce da sola le sue due figlie piccole dopo essersi separata dal marito. Su di lei ricade l’intera responsabilità della vita quotidiana: procurare l’acqua, trovare il cibo e fare tutto il possibile per proteggere le bambine dal caldo torrido dell’estate, mentre affronta difficoltà legate allo sfollamento che diventano ogni giorno più pesanti.

Con l’avanzare dell’estate, le tende di plastica sparse nei campi per sfollati di Gaza si sono trasformate in veri e propri forni sotto il sole implacabile. I bambini cercano riparo nei più piccoli angoli d’ombra o si bagnano il viso con un po’ d’acqua: scene che raccontano la sofferenza quotidiana di centinaia di migliaia di palestinesi sfollati.

“La tenda non è adatta alla vita umana. Il caldo è insopportabile”, racconta Hala a The Palestine Chronicle. “Faccio tutto quello che posso per rinfrescare le mie figlie con l’acqua, ma non c’è nemmeno quella”.

Trascorre lunghe ore alla ricerca di un angolo d’ombra, per quanto piccolo, nella speranza che possa offrire a lei e alle sue figlie qualche breve momento di sollievo dal sole cocente.

Centinaia di migliaia di palestinesi vivono in campi temporanei e tende montate su terreni aperti, nei cortili delle scuole e nei campi sportivi, dopo che le loro case sono state distrutte o danneggiate durante la guerra. Questi campi sono privi persino delle infrastrutture più elementari necessarie a proteggere le famiglie dal caldo estremo dell’estate.

Le condizioni continuano a peggiorare a causa della grave carenza d’acqua, della totale assenza di elettricità e della proliferazione di insetti e roditori. I medici hanno inoltre segnalato un aumento dei casi di malattie della pelle e allergie, soprattutto tra i bambini e gli anziani.

“Un forno rovente”

In una tenda vicina, l’anziana sfollata Shahira Al Astal ha scelto di sedersi all’esterno del suo riparo ormai logoro perché il caldo all’interno è diventato insopportabile. Paragona la tenda a “un forno rovente” e spiega che durante il giorno è semplicemente impossibile restare al suo interno.

“La vita nelle tende è incredibilmente estenuante”, racconta a The Palestine Chronicle. “Nel campo l’acqua non arriva regolarmente, il caldo è soffocante e nemmeno la notte porta sollievo. Zanzare, insetti e roditori invadono le nostre tende e non riusciamo a dormire”.

“Anche quel poco cibo che abbiamo non è più al sicuro”, continua. “O si deteriora a causa del caldo oppure lo mangiano i roditori. Abbiamo perso i nostri figli e le nostre case e non abbiamo nessun altro posto dove andare. Vogliamo soltanto che questa sofferenza finisca”.

“La tenda non offre una vera protezione in nessuna stagione”, afferma Shahira. “Non ci protegge né dal caldo torrido dell’estate né dal freddo gelido dell’inverno. Cucinare sul fuoco rende la tenda ancora più soffocante, mentre l’acqua continua a scarseggiare e mancano persino le necessità più elementari della vita”.

“Una volta avevo una casa che mi dava riparo”, aggiunge. “Oggi vivo in una tenda che non riesce a proteggerci dal sole estivo né a garantirci le condizioni minime per una vita dignitosa”.

Quando il sole tramonta, le difficoltà dello sfollamento non finiscono. Cambiano semplicemente forma.

Sciami di zanzare e altri insetti invadono rapidamente le tende, costringendo molti bambini a coprirsi il viso mentre dormono o a rimanere svegli per ore nel tentativo di evitare le punture. Per le famiglie già stremate dal caldo durante il giorno, la notte offre ben poco riposo o sollievo.

Le malattie si diffondono a causa dell’acqua contaminata

Il dottor Mohammed Abu Afash, direttore del Soccorso Medico nella Striscia di Gaza, ha denunciato un deterioramento senza precedenti delle condizioni sanitarie e ambientali, mentre le strutture mediche affrontano ogni giorno un afflusso di pazienti colpiti da gravi patologie cutanee e gastrointestinali.

Secondo Abu Afash, gli ambulatori e i presidi medici sono sempre meno in grado di fornire cure adeguate a chi ne ha bisogno, a causa della grave carenza di medicinali essenziali, antibiotici e altre forniture sanitarie necessarie per curare i pazienti e alleviarne le sofferenze.

In una dichiarazione alla stampa, Abu Afash ha spiegato che la mancanza di acqua pulita, sia per bere sia per l’uso quotidiano, rappresenta una delle principali cause dell’attuale ondata di patologie gastrointestinali acute, che colpiscono un gran numero di civili, in particolare bambini, donne e anziani.

L’acqua contaminata, insieme al deterioramento dei sistemi fognari, ha creato condizioni che favoriscono la rapida diffusione delle malattie e rendono sempre più difficile contenere le infezioni.

Un sistema sanitario devastato

Abu Afash ha sottolineato che l’arrivo dell’estate e il forte aumento delle temperature hanno coinciso con una vasta diffusione di malattie cutanee gravi e contagiose, tra cui la scabbia, oltre a infestazioni di pulci.

Ha attribuito queste epidemie direttamente alla proliferazione di insetti e roditori e all’accumulo di acqua stagnante e rifiuti intorno alle tende e ai rifugi per sfollati in tutta la Striscia di Gaza.

Il peggioramento della crisi ambientale, ha avvertito, sta esercitando una pressione enorme su un sistema sanitario già devastato, che non dispone nemmeno delle forniture mediche, dei farmaci e dei trattamenti preventivi più elementari necessari a contenere le epidemie e impedirne un’ulteriore diffusione.

Per le famiglie sfollate come quelle di Hala e Shahira, tuttavia, esistono ben poche possibilità di sfuggire alle condizioni che le stanno facendo ammalare. Senza case in cui tornare, con una quantità insufficiente di acqua pulita e senza alcuna protezione dal caldo estivo, rimangono intrappolate in tende che non offrono né riparo né sollievo.

(The Palestine Chronicle)

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