“Falso”: Il Venezuela smentisce la notizia di Bloomberg su una spedizione di petrolio verso Israele

Venezuelan official Miguel Pérez Pirela publicly denied the alleged shipment, labeling it fake news. (Photo: via TeleSUr. Design: Palestine Chronicle)

By Redazione Palestine Chronicle

Il Venezuela ha smentito un articolo di Bloomberg che sosteneva l’esportazione di greggio verso Israele, definendolo falso e privo di prove, mentre l’agenzia ha mantenuto una ricostruzione basata in gran parte su fonti anonime e indicatori indiretti.

Punti chiave

  • Un funzionario venezuelano, Miguel Pérez Pirela, ha negato pubblicamente la presunta spedizione, definendola fake news.
  • Bloomberg ha parlato del primo carico di greggio verso Israele da anni, dopo la presunta cattura di Nicolás Maduro.
  • L’articolo si basava su fonti non identificate e su irregolarità nel tracciamento delle petroliere.
  • Le autorità israeliane e la raffineria Bazan non hanno rilasciato commenti.
  • La disputa si è inserita nel contesto della rottura delle relazioni tra Venezuela e Israele e del sostegno di Caracas alla Palestina.

Il Venezuela respinge l’accusa

Le autorità venezuelane hanno smentito come falsa la notizia secondo cui Caracas avrebbe esportato greggio verso Israele, affermando che non esiste alcuna prova ufficiale a sostegno dell’accusa, ha riferito mercoledì TeleSur.

Miguel Pérez Pirela, vicepresidente settoriale per la Comunicazione e la Cultura, ha pubblicato uno screenshot dell’articolo contrassegnato dalla scritta «FAKE» e ha accusato il report di diffondere disinformazione volta a minare la sovranità e la stabilità del paese.

I funzionari hanno sottolineato che l’affermazione contraddice la posizione politica e il percorso diplomatico del Venezuela, ricordando che le relazioni con Israele sono state interrotte nel 2009 e che Caracas ha costantemente espresso sostegno alla Palestina nei forum internazionali.

La smentita ha riguardato sia la presunta spedizione sia la più ampia narrazione politica contenuta nel report, definita dalle autorità fattualmente errata.

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Cosa ha riportato Bloomberg

Bloomberg ha scritto martedì che il Venezuela stava inviando il primo carico di greggio verso Israele da anni, presumibilmente destinato alla raffineria del gruppo Bazan, il principale raffinatore petrolifero israeliano.

Secondo l’agenzia, le informazioni provenivano da «persone a conoscenza dell’accordo» che hanno chiesto l’anonimato poiché la questione non era pubblica. Il carico sarebbe stato il primo dal 2020.

Il report sosteneva inoltre che le rotte commerciali del petrolio fossero cambiate dopo quella che descriveva come la cattura del presidente Nicolás Maduro da parte delle forze statunitensi e la presa di controllo da parte di Washington delle vendite petrolifere venezuelane, un’affermazione respinta categoricamente dalle autorità venezuelane.

Bloomberg ha aggiunto che Israele non rende pubblici i fornitori di greggio e che talvolta le petroliere scompaiono dai sistemi di tracciamento digitale vicino ai suoi porti. Né il ministero israeliano dell’Energia né la raffineria hanno commentato.

Fonti anonime

Un elemento centrale del report si basava su individui non identificati, presentati come informati sul presunto accordo. L’agenzia ha inoltre citato lacune nei dati di tracciamento marittimo e informazioni storiche della società di analisi energetica Kpler.

Le autorità venezuelane hanno criticato questo approccio, sostenendo che indicatori indiretti e testimonianze anonime non possono sostituire documentazione verificabile come registri di spedizione, conferme portuali o dichiarazioni ufficiali.

Secondo Caracas, la vicenda dimostra come speculazioni e dati parziali possano essere presentati come conferme.

Contesto politico e diplomatico

La disputa si inserisce in un quadro politico più ampio legato alla posizione storica del Venezuela nei confronti di Israele.

Caracas ha interrotto le relazioni diplomatiche nel 2009 dopo un’operazione militare israeliana a Gaza e ha ripetutamente dichiarato sostegno ai diritti dei palestinesi. I leader venezuelani hanno costantemente condannato le operazioni militari israeliane e collocato la propria politica estera nell’ambito della solidarietà del Sud globale.

I funzionari hanno quindi sostenuto che l’ipotesi di una spedizione petrolifera contraddice sia la linea politica dichiarata sia la prassi diplomatica.

Narrazioni contrapposte

Bloomberg ha presentato la presunta spedizione come prova di cambiamenti nei flussi petroliferi venezuelani e nelle rotte commerciali globali. Le autorità venezuelane, invece, hanno descritto il report come parte di un più ampio schema di disinformazione.

Hanno affermato che la rapida smentita pubblica mirava a impedire la diffusione di affermazioni non verificate che potrebbero influenzare la percezione internazionale e le dinamiche politiche, lasciando la presunta spedizione priva di conferme verificabili pubblicamente.

(TeleSUR, Bloomberg, Kpler, Telegram)

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