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Se la società civile deve avere un proprio organo di informazione, quello è il Palestine Chronicle. Siamo finanziati al 100% – e intendiamo proprio al 100% – dai nostri lettori, il che ci rende responsabili solo nei confronti del buon senso, dell’integrità intellettuale e dei valori condivisi che ci uniscono tutti, a prescindere dalla religione, dalle convinzioni politiche o dai confini.

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Il compianto John Pilger: “In un’epoca in cui i media istituzionali falliscono costantemente nel rivelare la dura verità sulla Palestina, il Palestine Chronicle si erge come un faro. Storia, testimonianze, analisi e vie da seguire sono qui, scritte con autorevolezza e umanità. Possa esso continuare a brillare.”

Noam Chomsky: «Il Palestine Chronicle è stato una fonte indispensabile di informazioni e analisi sulla Palestina, attingendo da un’ampia gamma di fonti, molte delle quali altrimenti inaccessibili al pubblico. È stata una voce indipendente, attendibile e affidabile. Vi esorto a sostenere la crescita di questa pubblicazione unica.» (Il professor Noam Chomsky è membro onorario del comitato editoriale del Palestine Chronicle.)

Joshua Frank: “Il Palestine Chronicle dimostra che c’è speranza: che i media alternativi possano un giorno superare il mainstream corporativo. Speranza che la giustizia prevalga per tutti i popoli oppressi del Medio Oriente. Speranza che l’umanità trionfi.”

Ramzy Baroud: Il Palestine Chronicle è la prova vivente che i media indipendenti funzionano. Negli ultimi venticinque anni, il suo costante impatto ha trasformato il dibattito globale sulla Palestina ed è diventato un modello per innumerevoli altri progetti mediatici indipendenti. La sua sopravvivenza – e la sua crescita – sono cruciali per chiunque sia impegnato a sfidare il dominio dei media mainstream.

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Grazie da parte di tutti noi,

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