Guerra All’Iran: Tutto quello che devi sapere sull’attacco di Usa e Israele

Iran retaliated to joint US–Israeli aggression by striking US bases and Israeli targets in an unprecedented response. (Design: Palestine Chronicle)

By Redazione Palestine Chronicle

L’attacco congiunto di Stati Uniti d’America e Israele contro l’Iran ha aperto uno scenario di guerra regionale diretta, con centinaia di vittime, attacchi missilistici su vasta scala e il rischio concreto di un allargamento del conflitto all’intero Medio Oriente.

Raid Coordinati

Israele ha annunciato il lancio di un’operazione definita “preventiva” contro l’Iran, colpendo strutture militari, centri di comando, ministeri e obiettivi legati alla sicurezza nazionale iraniana.

Secondo fonti statunitensi citate da media americani, decine di velivoli Usa hanno partecipato ai bombardamenti partendo da basi regionali e da una portaerei. Sono stati utilizzati missili Tomahawk per neutralizzare sistemi di difesa aerea iraniani e droni d’attacco a lungo raggio.

Esplosioni sono state segnalate a Teheran, Qom, Isfahan, Kermanshah, Karaj, Tabriz e presso l’aeroporto di Mehrabad. Colpite anche aree governative nella capitale.

L’Iran ha immediatamente chiuso lo spazio aereo e limitato le comunicazioni mobili in alcune zone di Teheran.

Vittime civili e attacco alla scuola di Minab

Il Ministero della Salute iraniano e la Mezzaluna Rossa hanno parlato di quasi 200 morti e oltre 700 feriti in 24 province.

Particolarmente grave l’attacco contro una scuola elementare femminile a Minab, nel sud dell’Iran. Le autorità iraniane hanno denunciato la morte di almeno 60 studentesse, mentre altre fonti parlano di un bilancio superiore.

Teheran ha definito l’episodio un crimine contro civili e ha chiesto un intervento urgente del Consiglio di Sicurezza dell’Organizzazione delle Nazioni Unite.

Operazione True Promise 4

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) ha annunciato l’avvio dell’operazione True Promise 4, con il lancio di oltre 200 missili balistici e droni contro Israele.

Sirene sono risuonate a Tel Aviv, Gerusalemme, nel sud di Israele e nell’area del Mar Morto. L’esercito israeliano ha confermato intercettazioni in corso e ha richiamato ulteriori riservisti.

L’IRGC ha dichiarato di aver abbattuto droni israeliani in Iran e di aver colpito obiettivi collegati a intelligence e strutture militari.

Un alto funzionario iraniano ha affermato: “Non esistono più linee rosse. Tutti gli asset americani e israeliani nella regione sono obiettivi legittimi”.

Attacchi su Basi Usa nel Golfo

Esplosioni e allarmi sono stati segnalati in Bahrain, Kuwait, Qatar ed Emirati Arabi Uniti. Media regionali hanno riferito di attacchi contro strutture legate alla Quinta Flotta Usa in Bahrain.

L’Iran ha dichiarato di aver distrutto un radar militare statunitense in Qatar. Washington ha rafforzato le misure di sicurezza alla Casa Bianca e a Mar-a-Lago.

Il presidente Donald Trump ha dichiarato che l’operazione potrebbe durare giorni e che “la tempistica può cambiare”, ammettendo che il rischio di un conflitto prolungato è concreto.

Guerra psicologica

Secondo media israeliani e statunitensi, tra gli obiettivi iniziali figuravano la Guida Suprema Ali Khamenei e il presidente Masoud Pezeshkian.

Teheran ha smentito le notizie sulla loro morte, dichiarando entrambi “in buona salute”. Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha parlato di “prove crescenti” sulla morte di Khamenei, senza fornire elementi verificabili.

Fonti iraniane hanno accusato Israele e Stati Uniti di condurre anche una guerra psicologica per destabilizzare la leadership.

Spazi aerei, Hormuz chiusi

Iran e Israele hanno chiuso completamente i propri spazi aerei. Iraq, Kuwait e Qatar hanno annunciato sospensioni temporanee del traffico.

Fonti iraniane hanno parlato di stop al traffico marittimo nello Stretto di Hormuz, uno snodo cruciale per il commercio energetico globale. Navi cisterna sono state viste ferme al largo delle coste del Golfo.

Un eventuale blocco prolungato avrebbe impatti immediati sui mercati petroliferi e sulla stabilità economica globale.

Reazioni internazionali

L’Organizzazione delle Nazioni Unite ha definito la situazione “molto preoccupante per la regione e per il mondo”, annunciando una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza.

Il presidente russo Vladimir Putin ha convocato il Consiglio di Sicurezza russo per discutere la crisi. La Cina ha espresso forte preoccupazione per l’escalation.

L’Unione Europea ha convocato una riunione straordinaria dei ministri degli Esteri.

Diversi Paesi hanno invitato i propri cittadini a lasciare Iran, Israele e aree limitrofe.

L’Asse della Resistenza entra in scena

Il leader di Ansarallah in Yemen, Abdul-Malik al-Houthi, ha espresso piena solidarietà a Teheran, affermando che il movimento agirà in base agli sviluppi sul campo.

Fazioni irachene hanno annunciato operazioni contro basi statunitensi. Hezbollah ha avvertito che Stati Uniti e Israele “subiranno un duro colpo”.

Il conflitto rischia dunque di trasformarsi in una guerra multi-frontale.

(The Palestine Chronicle)

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